mercoledì 9 maggio 2012
domenica 22 aprile 2012
sabato 21 aprile 2012
Sperimentazioni
Se in una prima fase lo studio si è basato sull'approccio progettuale di Peter Eisenman con la risonante ricerca del blurring nel Rebstock Quartier; ora si prenderà in considerazione una nuova dimensione: il guscio.
Di origine finlandese guarda l'architettura come connubio tra uomo e natura, con interesse alle forme naturali del volo e del movimento, alla manifestazione dell'uomo nel sociale, caratterizzando le sue opere con suggestioni di derivazioni biomorfa, tettoniche e genetiche.
Opera House costituisce la sintesi della concezione architettonica. Essa è simbolo della tensione verso gli elementi naturali, è simbolo dello slancio dinamico verso le nuove sperimentazioni, è simbolo di un continente e della sua cultura.
Eisenman nel Rebstock fissa tre griglie derivanti dal contesto e ne associa una che è ideale, che deriva dal processo mentale e ideativo; per antonomasia la parola griglia riporta nel nostro immaginario a un reticolo prefissato che sia ordinato da regole, a una struttura che blocchi i parametri.
E' proprio quest'ultima definizione che apre la strada alla ricerca configurativa formale del guscio che blocca e definisce il blurring.
Personalità emblematiche di riferimento sono Eero Saarinen e il suo "successore" Jorn Utzon.
Nella metà degli anni 50 l'impiego del cemento armato e le nuove tecniche costruttive derivanti dal suo utilizzo guida intrinsecamente a inedite ricerche strutturali, espressive, plastiche: "si lavora a strutture che inglobano e sagomano gli spazi" che innescano il processo di liberazione della forma.
Saarinen si impose nel nuovo fare architettura con il terminal della TWA nell'aeroporto internazionale J.F. Kennedy a New Yorak. Terminato nel 1962, il fascio d'ali in volo posato a terra dimostra come il grande guscio in cemento armato sia espressivo non solo nella forma ma anche nello spazio interno plasmato e modellato in ogni particolare. L'esterno e l'interno paiono scolpiti dal vento o, come rocce del deserto levigati dalle tempeste, proponendo in chiave naturalistica il tema della fluidità di uno spazio che sembra creato da un fiume che scorre, scavando continuamente il suo alveo all'interno della struttura.
Indubbiamente il danese Jòrn Utzon pensa a Saarinen quando, dieci anni dopo, progetta la sua Opere House di Sydney.
Di origine finlandese guarda l'architettura come connubio tra uomo e natura, con interesse alle forme naturali del volo e del movimento, alla manifestazione dell'uomo nel sociale, caratterizzando le sue opere con suggestioni di derivazioni biomorfa, tettoniche e genetiche.
Opera House costituisce la sintesi della concezione architettonica. Essa è simbolo della tensione verso gli elementi naturali, è simbolo dello slancio dinamico verso le nuove sperimentazioni, è simbolo di un continente e della sua cultura.
domenica 25 marzo 2012
domenica 18 marzo 2012
domenica 15 gennaio 2012
Studiando Casa Della Scherma...
"…La Casa delle Armi al Foro Italico progettata nel 1934 costruita nel 1935 è un punto di riferimento ormai classico della evoluzione dell’architettura moderna italiana. E’ un’opera di piena modernità, e, specie nella grande aula per la scherma di una potente fantasia che si esprime in termini di struttura e sfalsamenti di piano così da consentire una grande fenditura che illumina di luce riflessa omogenea il grande volume della sala e la grande pedana per la scherma, di oltre mille metri di superficie. E’ il primo edificio dopo l’età classica completamente rivestito in marmo lunense; il contrasto tra le forme semplici, quasi aride dell’edificio e il calore e le auliche suggestioni di questa nobilissima pietra che lo riveste è quanto mai interessante ed eccitante…" Luigi Moretti.
OGGI:
lunedì 10 ottobre 2011
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